Reggio Emilia è una delle città con la più alta percentuale di stranieri e simbolo della integrazione europea, nel 2008 ha infatti ricevuto il premio del Consiglio d’Europa come “città europea della integrazione”.
Vari sono i progetti e le iniziative della città che cercano di portare non solo a una convivenza pacifica, ma soprattutto a una interazione tra italiani di nascita e italiani di adozione. Questo avviene in particolare con i più giovani e gli studenti, soprattutto in zone sensibili come il quartiere della stazione. Quest’ultimo, caratterizzato da numerose case popolari, ha visto negli ultimi anni un forte aumento di residenti di origine straniera.
Qui la comunità cinese è la più numerosa, e molti sono i ragazzi cinesi che giocano per le strade con bambini africani o pakistani o sud-americani. Un’integrazione favorita anche da progetti promossi dal comune e da cooperative sociali, dove questi nuovi studenti italiani svolgono numerose attività dallo studio al gioco: lezioni di italiano, dopo-scuola con compiti e attività sportive e ricreative, costruzione in ludoteca e nella piazza principale del quartiere di giochi tradizionali italiani, arabi, africani, cinesi, e altro ancora.
Immigrazione diventa così non solo una parola legata al dolore, ma anche allo scambio culturale e umano.