L’emigrazione è una condizione di sradicamento e perdità di identità. Coloro che emigrano in un paese straniero sono spesso alla ricerca di un inserimento nella nuova società da un lato, ma allo stesso tempo sentono la necessità di mantenere vive le proprie credenze e tradizioni. Soprattutto se emigrano verso un paese che ha una cultura e usanze molto diverse dalle proprie. In questo la religione gioca un ruolo fondamentale. In Italia, con l’accentuarsi del fenomeno migratorio, sono aumentati i praticanti di religioni diverse da quella cattolica, e sono spesso alla ricerca di spazi dove poter pregare. Aumentano così i luoghi di culto e i centri culturali religiosi islamici, evangelici, ortodossi, avventisti, ecc… Questi luoghi , non sono solo centri religiosi, ma anceh spazi dove gli emigrati possono ricercare la propria identità (se di seconda generazione), o mantenerla via (se di prima) , ritrovarsi con i propri connazionali e, a volte, cercare il dialogo con la cultura e la società in cui vivono ora. Il più delle volte questi spazi sono ricavati da vecchi capannoni o circoli culturali o ancora in abitazioni private; quello che conta è infatti trovare uno spazio in cui poter pregare, esercitare la propria fede e ritrovare la propria identità.